Banche, miglior dato in 6 anni per le sofferenze: 49,3 mld

Crediti con riscossione a rischio sotto la soglia psicologica dei 50 miliardi, sofferenze nette calate di oltre il 43% in 17 mesi, costo del denaro ai minimi storici: è il rapporto di luglio dell’Associazione bancaria italiana, secondo il quale la situazione bancaria e finanziaria italiana sembra in netto miglioramento, così come le prospettive di investitori e risparmiatori.
Se, come detto, dal 2016 le sofferenze sono calate del 43%, il calo raggiunge la percentuale del 44,5%, ovvero quasi 40 miliardi, se si considerano gli 88,8 miliardi di sofferenze del novembre 2015; ora i crediti la cui riscossione è a rischio sono calati a quota 49,3 miliardi (miglior cifra dai 48,6 del 2012), 1,7 in meno rispetto ai 50,9 di aprile e 37,5 miliardi in meno rispetto agli 86,8 di dicembre 2016 (un calo, appunto, del 43%). Quanto invece al rapporto tra sofferenze nette su impieghi, per trovare un dato migliore del 2,84% registrato a maggio bisogna risalire a giugno 2012, quando si attestava al 2,83%.
Aumentano inoltre le erogazioni di prestiti da parte delle banche, conseguenza del miglioramento della qualità del credito: proseguendo la dinamica complessiva del totale dei prestiti il cui tasso di crescita risulta su valori positivi da oltre 2 anni, a giugno l’incremento su base annua, per quanto riguarda finanziamenti a famiglie e imprese, è del 2,6%, ovvero 1372 miliardi di euro. Rispetto a maggio 2017 il mercato dei mutui per le famiglie è cresciuto invece del 2,3%, anche grazie alla convenienza del costo del denaro. Si sono registrati a giugno tassi di interesse ai minimi storici: mutui casa all’1,80% contro l’1,83% di maggio e il 5,72% di fine 2007, finanziamenti alle imprese all’1,37% dall’1,43% di maggio scorso e dal 5,48% di fine 2007, e più in generale tassi medi applicati ai prestiti alla clientela scesi al 2,60% dal 2,63% del mese precedente e dal 6,18% di prima della crisi, a fine 2007.

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