Nuovo rinvio per Cdp, trattativa M5S-Lega ancora in stallo

La lista del Tesoro per il rinnovo del vertice di Cdp doveva arrivare lunedì. Il nome di Marcello Sala, manager considerato vicino alla Lega e in particolare al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, era considerato la giusta mediazione per mettere un primo tassello nella tornata di nomine che riguarda anche la direzione generale del Tesoro, la Rai e Fs. Ma la continua competizione tra Cinque stelle e Lega, che stanno spartendo secondo logiche a geometria variabile ogni singola posizione di potere, ha prodotto uno stallo che si sarebbe dovuto sciogliere direttamente il 13 luglio, data dell’assemblea di Cdp.

Ma è arrivata una nuova fumata nera, con il rinvio al 18 luglio. Veti incrociati, continui rilanci, ritorsioni minacciate sull’unico provvedimento finora varato, il decreto Dignità. Al tavolo della trattativa sono prevalse le scaramucce tattiche sulla scelta delle persone. Le alternative a Sala, il vicepresidente della Bei Dario Scannapieco e l’attuale direttore finanziario della Cassa Fabrizio Palermo, sono candidature di livello anche se resterebbero un piano B.

Il problema, secondo quanto segnalano fonti vicine al dossier, è il metodo con cui si fanno le scelte. In un clima che preoccupa soprattutto le Fondazioni azioniste della Cassa. Loro hanno depositato la lista guidata dal presidente indicato Massimo Tononi e aspettano che il Tesoro faccia la sua mossa. La politica del rinvio, sono convinti all’Acri, non può far altro che indebolire Cdp in una fase in cui, invece, servirebbe soprattutto chiarezza. Sui vertici e sulla missione del gruppo di Via Goito.

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