Borsa, rialzi da Ue a Asia. Distensione Cina-Usa aiuta

Il clima di cauta distensione che si respira oggi tra Cina e Usa, in tema di dazi, concede una moderata tregua alle Borse che tirano il fiato sia in Europa, dove aprono in rialzo, che in Asia dove si registra una generica chiusura positiva.

In Italia, Piazza Affari sale dello 0,33%, in linea con i mercati internazionali. Fra i titoli in crescita ci sono Ferrari (+1,9%), St (+1,5%), Moncler (+1,2%) e Leonardo (+1,1%), mentre sono sotto pressione Tim (-1,4%), Bper (-0,5%), Pirelli (-0,7%) e Azimut (-0,65%). Fuori dal listino principale sale Juventus (+2,6%). Piatta Carige, nei giorni dello scontro in cda con l’annuncio delle dimissioni del vicepresidente Vittorio Malacalza in polemica con l’a.d. Paolo Fiorentino. Continua il calo di Mps, che cede lo 0,5% aggiornando i minimi a 2,4 euro. 

Bene le principali Borse europee. Francoforte ha avviato le contrattazioni guadagnando lo 0,45% a quota 12.549 punti e Milano in rialzo dello 0,43% a 21.882 punti. Sullo stesso ordine di grandezza Parigi (+0,41% a 5.428 punti). Dopo i primi scambi, Londra sale dello 0,66% a 7.700 punti. 

Dando uno sguardo in direzione Oriente, le Borse asiatiche registrano un generale rialzo per il secondo giorno consecutivo. Sulla questione dazi, in attesa di decidere quali contromisure adottare, il portavoce del ministero del Commercio cinese, Gao Feng, ha detto che per il riavvio dei colloqui con l’America serve “fiducia reciproca”. Le Borse cinesi sono comunque contrastate, con Shanghai in calo dello 0,4% e Shenzhen in rialzo dello 0,21%. Sale anche Hong Kong, che guadagna lo 0,37%. Aiutata dalla chiusura positiva di Wall Street, Tokyo è salita dell’1,85%. Lo yen si assesta sui minimi in sei mesi sul dollaro, a quota 112,50. Si indebolisce anche sull’euro a 131,20. Bene Seul (+1,1%) e Mumbay (+0,16%), piatta Sidney. Fra i dati attesi, gli indici americani dei prezzi delle importazioni a giugno e della fiducia dei consumatori a luglio, oltre al rapporto semestrale sulla politica monetaria della Fed.

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