Corte Conti promuove reddito cittadinanza, attenzione al debito

Sì al reddito di cittadinanza, da associare ai ‘doveri di cittadinanza’. Attenzione al debito che rischia di compromettere la crescita e al fisco che non dà certezze. L’invito a trovare ‘misure selettive’ per ridurre la spesa, senza tagli che compromettono i servizi. Sono i principali messaggi che arrivano dalla Corte Conti.

“Ogni volta che alla cittadinanza si associa un nuovo dritto non si può non esprimere soddisfazione” e così è anche “per il diritto al reddito di cittadinanza”, un diritto “importante a sostegno delle fasce maggiormente colpite della recente e prolungata crisi occupazionale”, evidenzia il procuratore generale nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato, Claudio Galtieri. “Forse, però, sarebbe bene ricordare a tutti anche l’esistenza”, aggiunge, “dei doveri di cittadinanza”.

“Un eccessivo livello di debito limita la capacità progettuale di medio e lungo periodo con riflessi sui tassi d’interesse e sulla complessiva stabilità finanziaria del Paese: in definitiva sulle sue potenzialità di crescita”, segnala invece il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, introducendo la relazione sul rendiconto generale dello Stato. “Dopo la lunga crisi”, spiega, “la tutela della finanza pubblica” si identifica “in buona parte con l’esigenza di ricondurre il debito su un sentiero di sicura sostenibilità e di recuperare la crescita in termini di Pil”.

“Numerosi” sono “i fattori di incertezza che incombono sullo scenario macro-economico” e, guardando al “piano interno”, c’è anche la “precarietà dell’assetto di un sistema fiscale che, in quest’ultimo decennio di urgenze e di emergenze, è stato sottoposto a stress continui che ne hanno offuscato i principi ispiratori”, si legge nella relazione sul rendiconto generale dello Stato.

C’è  anche, dice la magistratura contabile, la “necessità di effettuare scelte molto caute e interventi di politica economica molto selettivi. Soprattutto nella gestione della finanza pubblica, l’orientamento verso una maggiore efficienza nella gestione delle risorse è reso urgente dal rischio che interventi di ulteriore compressione della spesa si traducano ormai in un porgessimo scadimento della qualità dei servizi resi alla collettività”

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