Il tecnico (di nuovo) alle prese con la politica

Carlo Cottarelli torna al centro della scena, incaricato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di formare un governo dopo lo strappo consumato sull’asse Quirinale-M5S-Lega. Ci rimarrà comunque pochi mesi, così come pochi mesi, dodici, è durata la sua precedente esperienza ‘di Governo’, da commissario alla spending review.

Uomo del Fondo Monetario Internazionale, chiamato a ottobre 2013 da Enrico Letta per affrontare di petto la questione, è stato poi rapidamente ridimensionato, dopo il passaggio di consegne a Palazzo Chigi con Renzi, fino al commiato, a ottobre 2014. Giusto un anno, per rendersi conto di quanto la politica possa avere esigenze diverse da quelle di un tecnico, seppure di alto profilo. Emblematiche restano le sue parole, al momento dell’addio: “Mentre ero lì che cercavo di tagliare la spesa, passavano provvedimenti che la aumentavano”.

Una distanza, quella fra un tecnico e un politico, che viene percepita altrettanto nettamente anche da chi ha responsabilità di governo. Renzi, per spiegare “la differenza tra chi ha fatto il sindaco e chi fa la spending review da tecnico”, ha usato la proposta di Cottarelli di ridurre i costi per l’illuminazione pubblica, dicendo che avrebbe creato “un allarme sociale pazzesco”. Lo stesso Cottarelli se ne è ricordato quando ha scritto il libro, ‘La lista della spesa – La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare’ (Feltrinelli), che racconta la sua esperienza di commissario. Nel capitolo sulle spese dei Comuni, è confezionata ad arte la replica a Renzi: si può “risparmiare sui costi dell’illuminazione pubblica senza spegnere le luci delle strade dove circolano i cittadini”. Scritto così, in stampatello, per non far passare il messaggio inosservato. Una riflessione più sentita rispetto all’aplomb con cui Cottarelli aveva archiviato il benservito di Renzi: “Nessuno a Roma è indispensabile e il lavoro sulla spesa non è uno sprint ma una staffetta, qualcun altro andrà avanti”.

Oggi, Cottarelli sta tentando di formare un Governo che sembra destinato a stare in piedi senza fiducia e per pochi mesi. Con un tecnico a confrontarsi nuovamente con una politica che, evidentemente, ha priorità diverse: la corsa verso nuove elezioni.

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