Cattolica, cambia governance e apre ai fondi

Cattolica Assicurazioni cambia la governance. E, soprattutto, apre il cda ai fondi. A larghissima maggioranza, con solo due voti contrari e un astenuto su 3.776 soci presenti, l’assemblea della compagnia ha approvato la riforma dello statuto con cui la cooperativa ha adottato il sistema monistico.

“Crediamo che questa riforma possa avviare un nuovo capitolo della storia di Cattolica adeguando la governance alle sfide del mercato” ha detto il presidente, Paolo Bedoni. La revisione dello statuto, ha aggiunto l’ad Alberto Minali, “assicura snellezza operativa, chiarezza di ruoli e raggiungimento degli obiettivi”.

Cattolica riduce così da 18 a 17 i posti in cda ed elimina il collegio sindacale, le cui funzioni di controllo vengono assorbite all’interno del consiglio. Nel cda troveranno rappresentanza i fondi, che avranno diritto a un posto nel caso in cui la loro lista venga votata da una quota compresa tra il 10 e il 15% del capitale e due posti qualora il sostegno superi il 15%. Ogni singolo investitore istituzionale comunque non potrà votare in assemblea con più del 5% del capitale.

Per quanto l’apertura ai fondi sia “apprezzabile” la riforma è “incompiuta perché solo con la trasformazione in spa si potrà dire realizzato il percorso iniziato da Cattolica per garantire la sua autonomia e il suo sviluppo”, ha detto l’avvocato Dario Trevisan, intervenuto in qualità di socio ma rappresentando il pensiero di molti investitori istituzionali, di cui storicamente porta in assemblee istanze e quote.

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