Usa, Gb e Francia attaccano la Siria, Assad tira dritto

Alle 3 di sabato mattina (ora italiana) Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno lanciato una serie di attacchi mirati sulla Siria. “Il nostro obiettivo è distruggere le capacità del regime siriano di usare e lanciare armi chimiche” ha detto il presidente americano Donald Trum che ha definito il presidente siriano Bashar al Assad come un “mostro” . Più o meno le stesse parole sono state usate dal primo ministro inglese Theresa May che ha dichiarato che “non c’erano alternative all’uso della forza. Si è trattato di un attacco giusto e legale”. Il governo francese, dal canto suo, ha mostrato sul suo account twitter le immagini decollo degli aerei Rafale in volo verso la Siria. Per la Cancelliera tedesca, Angela Merkel si è trattato di “una risposta necessaria e appropriata agli attacchi chimici” del regime siriano.

Gli attacchi mirati hanno debitamente evitato di coinvolgere basi russe presenti sul territorio. Tuttavia resta molto ferma la reazione di Mosca. Il presidente Valdimir Putin ha parlato “di un’aggressione nei confronti di un Paese che combatte il terrorismo sul suo territorio” mentre l’ambasciatore russa negli Usa, Anatoly Antonov ha avvertito che “le azioni degli Usa e dei loro alleati in Siria non resteranno senza conseguenze”.

La reazione del regime siriano siriano è affidata a un video diffuso su Twitter in cui il presidente è ripreso mentre si reca apparentemente al lavoro regolarmente. Passo sicuro (anche se nell’immagine il rais è appare solo) valigetta in mano e giacca e cravatta, Assad entra all’interno di un edificio. Esplicito il commento che accompagna il video: ‘Mattinata di resilienza’ si legge in arabo sul tweet accanto al video. E altrettanto esplicito il commento del presidente siriano. “Gli attacchi della notte scorsa aumentano la determinazione a continuare” a distruggere il terrorismo in ogni angolo della Siria”.

Sul fronte italiano, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in una dichiarazione da palazzo Chigi ha precisato che “l’Italia non ha partecipato” all’attacco in Siria e che “il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare, non poteva, abbiamo insistito e lo abbiamo chiarito, in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria”. L’azione circoscritta, risposta “motivata all’uso di armi chimiche non può e non deve essere l’inizio di un’escalation. E’ il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile. Questo è quanto l’Italia ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a ribadire”, ha ulteriormente chiarito il premier italiano.

Il Presidente del Consiglio, che sarà domani alle 1530 alla Camera per una informativa urgente sulla situazione, ha avuto quindi  una conversazione telefonica con la premier britannica Theresa May. Nel corso del colloquio May ha confermato a Gentiloni che l’attacco in Siria aveva l’obiettivo di ridurre la capacità delle armi chimiche e non di influire sulla crisi siriana. Entrambi hanno sottolineato – spiegano fonti di Palazzo Chigi – il carattere limitato della azione militare intrapresa, il no ad una escalation e il comune impegno contro l’utilizzo delle armi chimiche.

Anche il mondo religioso segue con apprensione la crisi siriana, Il patriarca di Mosca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, ha reso noto oggi di aver discusso con Papa Francesco degli avvenimenti in Siria. A riferirlo è l’agenzia Tass. Kirill ha affermato che la Chiesa ortodossa russa intende continuare il dialogo col Vaticano per “fermare lo spargimento di sangue in Siria”. “Abbiamo intrapreso questa iniziativa – ha detto Kirill ai giornalisti  consci che i cristiani non possono rimanere indifferenti di fronte a ciò che avviene in Siria. Il nostro è stato un chiaro dialogo di pace”.

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