Workday sbarca in Italia, il cloud anti burocrazia

Una piattaforma cloud per permettere alle aziende e ai propri dipendenti di ridurre il processo burocratico nella gestione di note spese, retribuzioni, ferie, maternità, giorni di assenza e malattia. È il servizio offerto da Workday, azienda californiana nata nel 2005 e da pochi giorni sbarcata in Italia, con una sede a Milano. Obiettivo di Wordkday, spiegano dall’azienda, è il desiderio di “mettere le persone al centro del software aziendale”. Con l’Italia, Workday raggiunge il numero di 15 paesi in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea), per un totale di 1400 dipendenti in queste aree e 2100 clienti in tutto il mondo.

“Siamo onorati che 175 delle imprese inserite nella Fortune 500 utilizzino già Workday e che oltre 450 aziende globali e i loro dipendenti usufruiscano già dell’esperienza Workday in Italia”, ha detto nel corso della presentazione a Milano Gonzalo Benedit, presidente di Workday nell’area Emea e Asia-Pacifico-Giappone. “Siamo pronti a supportare ancora più aziende in Italia nella loro trasformazione aziendale con un sistema facile da utilizzare, rapido da implementare e pronto ad accompagnare la crescita futura”.

In Italia chi già usa il sistema cloud di Workday, dal 2015, è Sanofi. “In quanto multinazionale, volevamo creare un sistema globale uniforme di gestione delle persone che consentisse ai responsabili di business di operare a partire da un’unica visione della forza lavoro”, ha spiegato Laura Bruno, responsabile delle risorse umane di Sanofi per l’area Italia e Malta. Per Bruno, “Workday sta trasformando il modo in cui lavorano le persone della funzione risorse umane, oltre ad avere migliorato l’interazione tra dipendenti e manager sulle tematiche legate a questo tema”.

Workday può essere usato su ogni dispositivo mobile e ogni dipendente dell’azienda può gestire il proprio profilo: una parte dei dati è pubblica e visibile a tutti i dipendenti del gruppo nel mondo. Ciascun dipendente si assume la responsabilità primaria della gestione delle proprie aspirazioni e interessi, attraverso la possibilità di aggiornamento costante del proprio profilo.

È chiaro come sul cloud di Workday sia presente una enorme mole di dati e che questo sia un enorme vantaggio per chiunque riesca a entrarne in possesso. A tal proposito, da Workday specificano che i dati in questione appartengono all’azienda che ha acquistato il sistema cloud e ai suoi stessi dipendenti: Workday non può utilizzare quei dati per scopi commerciali.

C’è poi un altro rischio, legato non tanto all’oggetto in sé – ormai le piattaforme cloud aziendali sono molto utilizzate in tutto il mondo – quanto all’uso improprio che alcuni imprenditori potrebbero farne. Essendo Workday infatti un cloud completamente trasparente nell’accesso alle informazioni, c’è potenzialmente il rischio che qualcuno possa utilizzarlo per imporre una sorta di controllo continuo e costante verso i propri lavoratori.

Un obiettivo che di certo in Workday non hanno. Come spiega la stessa azienda che, si spiega, “è dedicata alla tutela della privacy dei propri clienti. Offre ai clienti un impegno approfondito per la protezione dei dati che definisce responsabilità e obblighi dell’azienda in qualità di responsabili del trattamento dei dati”. Le aree di intervento di Workday “comprendono il rispetto della privacy sin dalla progettazione, il supporto alle normative sul trasferimento cross-border dei dati e un modello di sicurezza unico per tutti i dati, le transazioni, l’elaborazione e le applicazioni”. Workday offre inoltre una serie di funzioni configurabili per aiutare i clienti a rispettare i diritti di accesso previsti dalla GDPR. In particolare, il framework applicativo Workday “consente ai clienti di gestire e controllare l’accesso dei propri utenti alle applicazioni Workday e offre un framework standardizzato per la definizione dell’accesso basato sui ruoli, che consente di determinare chi può visualizzare/accedere ai dati e non è disponibile per tutti.”

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