Bankitalia, Pil rallenta ma non c’è allarme crescita 

Il pil rallenta la sua corsa. Ma non c’è un allarme crescita, perché non aumenta l’incertezza e il rischio Paese resta basso. Il quadro che emerge dal Bollettino economico di Bankitalia, che segnala una crescita dello 0,2% nel primo trimestre dell’anno rispetto allo 0,3% dell’ultimo trimestre 2017, è influenzato dalla frenata della produzione industriale, a cui si sarebbe accompagnato un rialzo dell’attività nei servizi, nonostante i segnali meno favorevoli anche per questo comparto in marzo.

“Sulla base delle nostre valutazioni – scrive Via Nazionale – nel primo trimestre di quest’anno il Pil avrebbe continuato a espandersi, sebbene a ritmi inferiori a quelli del periodo precedente. In marzo l’indicatore Ita-coin elaborato dalla Banca d’Italia è sceso (a 0,45 da 0,56 in febbraio), pur rimanendo sui livelli massimi dal 2010; vi hanno inciso l’indebolimento dell’attività industriale e il minore ottimismo delle imprese, che hanno prevalso sul miglioramento della fiducia dei consumatori”.

Più in dettaglio, rileva Bankitalia, “i principali indicatori qualitativi, seppure in calo nei dati più recenti, restano nel complesso su livelli compatibili con un’espansione del prodotto interno lordo”. L’incertezza relativa alla stima di crescita del Pil “è quantificabile in un intervallo di 0,1 punti percentuali al di sopra o al di sotto della proiezione centrale, con una prevalenza dei rischi al rialzo: l’accelerazione dell’attività nel terziario, dalla quale sarebbe derivato il principale sostegno all’incremento del prodotto, potrebbe essere stata più marcata rispetto a quanto incluso nella stima centrale. Il contributo dell’industria in senso stretto sarebbe invece stato nullo; il comparto delle costruzioni avrebbe continuato a recuperare”.

Il dato altrettanto significativo è che “i premi per il rischio sovrano dell’Italia restano bassi”, non avendo risentito delle tensioni internazionali e non indicando dunque “aumenti dell’incertezza sulle prospettive dell’economia nazionale”. Rispetto alla fine del 2017 lo spread sul titolo decennale è sceso di 30 punti base, a 129 punti. Ad attenuare l’impatto sul nostro paese delle tensioni globali di inizio anno e a favorire il contenimento dei premi per il rischio, si legge nel Bollettino di Bankitalia, hanno contribuito il miglioramento delle prospettive economiche e il rientro delle tensioni sul sistema bancario. “Il permanere di condizioni favorevoli – prosegue Via Nazionale – presuppone la prosecuzione di un credibile aggiustamento dei conti pubblici e delle riforme volte a innalzare il potenziale di crescita di lungo periodo dell’economia italiana”.

Proprio su questo fronte, è da segnalare il dato sul debito pubblico a febbraio: nel secondo mese dell’anno il debito delle pubbliche amministrazioni è sceso di 0,1 miliardi, risultando pari a 2.286,5 miliardi di euro.

 

 

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