Scintille Salvini-Di Maio. Ft: Mattarella eviti paralisi

Le scintille tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno segnato la giornata politica. Tra i due (quasi) alleati e (forse) concorrenti per la poltrona di palazzo Chigi sono volate parole ruvide, al limite dell’insulto, che hanno subito surriscaldato la giornata politica. Un botta e risposta nel pieno della campagna elettorale per le elezioni Regionali e con le consultazioni al Quirinale previste per il fine settimana.

“C’è il 51% di possibilità di fare un governo tra centrodestra e Cinquestelle”, ha detto il segretario del Carrocciofavorito. Pronta la risposta del leader del M5s, che su Twitter ha scritto: “C’è lo 0% di possibilità che il Movimento 5 stelle vada al governo con Berlusconi e l’ammucchiata del centrodestra”.  Contro risposta del leghista: “Di Maio, in questo momento, mi interessa meno di zero”.

A testimoniare che la temperatura intorno ai palazzi della politica si sta pericolosamente alzando (in molti non escludono un ritorno alle urne di fronte al perdurare di uno stallo imprevisto prima del 4 marzo), arrivano le parole moderate del neo presidente della Camera, Roberto Fico. “Per risolvere problemi povertà, corruzione e incidenti lavoro – ha detto – i gruppi parlamentari devono dialogare fino in fondo. Auspico  che i gruppi dialoghino per fare una governo che alla fine riesca a risolvere questi problemi, cosi’ come la gente ci chiede”.

E mentre la poltica litiga e si divide i mercati guardano con fiducia e tifano per Sergio Mattarella individuando nel presidente della Repubblica una figura capace di ridurre le distanze tra i partiti e dare un governo all’Italia. Ne è convinto il Financial Times in un editoriale riferito alla situazione italiana.

“La rassicurante presenza di Mattarella è una delle ragioni per cui i mercati finanziari non sono apparsi turbati dalle elezioni”, scrive il quotidiano della City. Per il Ft il voto di inizio marzo è stato “il più grosso terremoto politico in Europa” dopo la Brexit. Il giornale inglese paventa il timore che le consultazioni per la formazione del nuovo Governo potrebbero “andare avanti per almeno due mesi. Fortunatamente, Mattarella, ex giudice della Corte costituzionale, il cui fratello è stato assassinato dalla mafia nel 1980, è una figura pubblica degna di fiducia e con un risoluto senso del dovere” e quindi seguendo le orme dei suoi predecessori Ciampi e Napolitano, rammenterà sicuramente ai leader di partito l’esigenza di trovare una soluzione che rispetti i vincoli europei e transatlantici dell’Italia”.
Quanto ai futuri assetti, scrive ancora Ft un governo di coalizione tra Cinque Stelle-Lega, “liquidata prima delle elezioni come un’ipotesi troppo improbabile per meritare di essere contemplata, non è più, pertanto, inconcepibile” anche se “sarebbe un’alleanza difficile”.

E infine la soluzione che di fronte allo stallo un governo di scopo potrebbe essere la soluzione: “Se il rompicapo scaturito dall’esito del voto va oltre una soluzione, un governo ad interim potrebbe essere l’opzione meno peggiore. Il suo compito sarebbe rivedere la legge elettorale e procedere a elezioni con un modello che produca un vincitore chiaro” anche perché l’Italia “può difficilmente permettersi una paralisi prolungata”.

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