A chi conviene comprare Shire? Lo dicono gli analisti

Takeda sta valutando l’acquisto di Shire, ma anche altre società potrebbero essere attratte dall’affair e “correre in soccorso” della biotech in difficoltà. 

Tra i potenziali corteggiatori dell’azienda irlandese potrebbe esserci Pfizer. Gli analisti hanno ipotizzato per mesi che il gigante farmaceutico fosse orientato all’acquisto di società rivali nel settore immuno-oncologico come Bristol-Myers Squibb o AstraZeneca, ma Pfizer viene “spesso menzionata come potenziale acquirente per Shire”, scrive Vamil Divan di Credit Suisse. Le ragioni? Il gigante farmaceutico “ha un manifesto interesse per le malattie rare e l’emofilia”, due delle specialità di Shire, e sarebbe in parte favorito dalla riforma fiscale degli Stati Uniti. Pfizer potrebbe assorbire Shire con facilità, e, secondo i calcoli degli analisti, l’acquisto di questa biotech potrebbe aumentare i guadagni della farmaceutica del 28% entro il 2020.

Ma la “conquista” di Shire potrebbe rivelarsi ancora più appetibile per Amgen, suggeriscono Divan e altri. L’accordo, infatti permetterebbe di ampliare ulteriormente i confini della società californiana entro il 2020. Inoltre, come Pfizer, Amgen ha “denaro sufficiente per concludere l’affare”. C’è solo un problema: “una limitata sovrapposizione dei prodotti chiave” delle due società. Inoltre un accordo non rientrerebbe nel solito range di acquisizione di Amgen che si colloca tra i 10 e i 15 miliardi di dollari.

Infine c’è AbbVie, un corteggiatore che si é presentato al tavolo delle trattative “a sorpresa”. In realtà AbbVie aveva già stretto accordi per acquisire Shire in passato, ma si era anche ritirata dall’accordo da 55 miliardi di dollari dopo l’entrata in vigore in Usa di una nuova legge che avrebbe “eliminato” quelli che potevano essere i vantaggi fiscali dell’affare. Ora, però, come Pfizer e Amgen, AbbVie potrebbe godere nuovamente di alcune agevolazioni che consentirebbero di incrementare del 25% i guadagni della società entro il 2020. Gli analisti rimangono tuttavia dubbiosi sull’effettiva entrata in gioco di quest’ultimo colosso nella corsa ad accaparrarsi Shire, perché per ragioni “strategiche” questo sembrerebbe non essere un momento ottimale per l’azienda. 

Secondo i modelli di Credit Suisse, i giganti statunitensi non dovrebbero indebitarsi eccessivamente per finanziare un acquisto di Shire come invece dovrebbe fare Takeda, ma allo stesso tempo non raccoglierebbero altrettanto dall’eventuale acquisizione. Invece, si calcola che, qualora Takeda concludesse l’affare, ci sarebbe un’impennata dei guadagni del 140% entro il 2020. 

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